Nel Teatro alle Grazie in viale Papa Giovanni XXIII a Bergamo la mattina del 3 giugno 2025 si è svolta la premiazione del concorso “Chimica e Arte”, promosso dalla fondazione Pietro Zappa e diffuso dall’Ufficio scolastico di ambito Territoriale (UAT). La cerimonia ha visto la partecipazione di studenti e professori degli istituti scolastici di Bergamo e Provincia convenuti a festeggiare i vincitori. Nel corso della premiazione il Presidente della fondazione Ilario Amboni, dopo aver ricordato il successo di questa 2° edizione, ha assicurato che l’ente continuerà a sostenere in futuro questa iniziativa rivolta agli studenti delle scuole secondarie di I e di II grado. Il concorso ha previsto che gli studenti esprimessero, attraverso la produzione di un’opera fotografica accompagnata da un concept, il loro confronto con una delle due aree tematiche previste dal bando, “Rappresentazione fotografica della chimica” e “La chimica nell’evoluzione dell’arte pittorica”.</p>
La giuria, presieduta dalla giornalista e fotografa Laura Leonelli, dopo un’attenta valutazione delle 22 opere ricevute, ha scelto di premiare 10 immagini inviate da 3 scuole, l’ISIS “Valle Seriana”, l’ISIS “Giulio Natta” e la scuola secondaria di I grado di Tavernola Bergamasca.
Al primo posto si è classificata l’opera di Raffaele Bigoni, Nicola Negroni e Tommaso Noris dell’ISIS “Valle Seriana”. Con eleganza e originalità i vincitori hanno realizzato un’immagine che parla del trascorrere “corrosivo” del tempo e che insieme invita a rendere prezioso, cioè responsabile, ogni momento della vita. In una composizione semplice e di straordinaria efficacia, un messaggio forte e chiaro per ognuno di noi e per il nostro pianeta.

Premiazione della 2° edizione del concorso “Chimica e Arte” promosso dalla Fondazione Pietro Zappa. “La reazione chimica che il nostro gruppo ha scelto di fotografare è l’ossidazione del ferro. Abbiamo optato per questo processo perché rappresenta qualcosa che si svolge tutti i giorni vicino a noi e spesso viene dato per scontato, ma ha comunque degli aspetti interessanti. Oltre agli aspetti materiali il gruppo ha cercato di portare con sé un pensiero, quello dell’inesorabile passaggio del tempo. Quale modo migliore di unire una reazione chimica a questa idea se non portando come esempio la corrosione del ferro. A contrasto per far risaltare ancora di più i danni causati abbiamo scelto di fotografare la nostra opera su uno sfondo dorato, per rappresentare uno dei pochi materiali che non risente del tempo, che rimane invariato”
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