Il 20 ottobre scorso si è tenuto presso la Sala Viterbi della Provincia di Bergamo un incontro tra le scuole secondarie di secondo grado del territorio bergamasco e la scienziata Silvia Giordani, professore ordinario di nanomateriali presso il dipartimento di scienze chimiche all’Università di Dublino (DCU), organizzato dalla Fondazione Pietro Zappa.
L’incontro, aperto dai saluti istituzionali del Presidente della Provincia Pasquale Gandolfi, che ha invitato gli studenti presenti degli istituti G. Natta, Valle Seriana, Marconi e Archimede, a godere anche del valore artistico del luogo, è stata anche l’occasione per presentare ai giovani l’attualità della figura di Pietro Zappa, fisico, chimico e ricercatore pioniere nel settore dei tensioattivi, il cui profilo è stato tratteggiato dall’avvocato Francesca Panzeri, Presidente del Comitato di Nomina della Fondazione Pietro Zappa e già esecutore testamentario di Pietro Zappa.
Le parole utilizzate dall’avvocato Francesca Panzeri – rafforzate dalla testimonianza di Ilario Amboni, presidente della Fondazione e dalla dott.ssa Paola Zaniboni, in rappresentanza delle tante persone, presenti all’incontro, che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di esserne ispirate – hanno fatto emergere la sua straordinariamente contemporanea eredità professionale, frutto di genio, umiltà e instancabile curiosità.
L’Avv. Panzeri ha tratteggiato un ritratto inedito e molto intimo del famoso fisico prestato alla chimica, rivelando come la volontà di Pietro Zappa di costituire una Fondazione dedicata alla chimica applicata fosse maturata nelle ultime fasi della sua esistenza segnate dalla malattia. Viene resa l’immagine quasi plastica di una visione da consegnare ai giovani. Molto suggestivo il passaggio finale, in cui, rivolgendosi agli studenti presenti con un augurio, l’Avv. Panzeri ha scandito il testamento spirituale del docente dell’ITS Nuove tecnologie per la vita di Bergamo, invitandoli ad essere gli artefici del loro destino, a credere in se stessi, a coltivare i propri talenti con sacrificio e dedizione, a non porsi limiti ma obiettivi, a non fermarsi mai nel cammino della conoscenza, ad essere coraggiosi, creativi e appassionati, a credere nel valore e nel potere dell’umiltà.
L’incontro è proseguito con una magistrale presentazione del contributo della ricerca della professoressa Giordani nel rendere concreto il ruolo della chimica nello sviluppo delle nanotecnologie e nella loro applicazione al campo medico. Una rappresentazione che ha fatto emergere un biografismo professionale che ha saputo coniugare coraggio, studio, creatività e fiducia nei confronti dei maestri incontrati nel suo percorso che hanno saputo intercettare prima di lei le sue potenzialità. Gli studenti sono stati accompagnati nella conoscenza di un mondo fatto di ricerche internazionali e interdisciplinari, la cui parola d’ordine è stata il dialogo tra discipline scientifiche diverse, tenute insieme dalla volontà di percorrere strade nuove, individuando le possibili relazioni tra elementi semplici.
L’incontro è stata l’occasione per spiegare agli studenti come materiali nanostrutturati, inizialmente studiati per le loro proprietà fisiche uniche, possano trasformarsi in potenti strumenti per la terapia del cancro, aprendo nuove prospettive all’intersezione tra nanotecnologia e medicina.
La tappa più recente del lavoro di ricerca della scienziata bergamasca coincide infatti con la scoperta del ruolo che potrebbero avere le nanocipolle di carbonio (CNOs) in alcune terapie che riguardano le patologie tumorali. Le nanocipolle sono nanoparticelle sferiche e multistrato, caratterizzate da eccezionale stabilità e superfici altamente modulabili. Funzionalizzando queste nanostrutture con molecole di targeting e agenti terapeutici, è stato dimostrato che possono essere indirizzate in modo selettivo verso le cellule tumorali, riducendo al minimo gli effetti collaterali. Con il suo team di ricerca la prof.ssa Giordani è riuscita a confermare la loro efficiente internalizzazione cellulare, l’elevata biocompatibilità in modelli animali e la capacità di migliorare la somministrazione di farmaci chemioterapici, riducendo la tossicità per i tessuti sani.
Una lezione che ha parlato contemporaneamente alla mente e al cuore degli studenti presenti che hanno mostrato, con le loro domande competenti e interessate come la Scuola abbia un ruolo strategico nell’ offrire ai giovani occasioni preziose per comprendere le proprie passioni, i propri talenti e il modo per riuscire ad esprimerli al meglio, facendo tesoro degli insegnamenti della famiglia e delle parole di incoraggiamento dei docenti.
Un intervento che ha saputo toccare le corde più profonde anche di chi ha un ruolo strategico nel modo della scuola, docenti e dirigenti, che non devono smettere di aiutare i giovani a comprendersi nelle loro passioni, a sostenerli e ad aiutarli ad avere fiducia in un futuro che, perché no, possa essere proprio nell’ambito della ricerca sui temi incontrati nella conferenza, in una sorta di passaggio ideale di testimone. Un passaggio di testimone che sta particolarmente a cuore alla scienziata bergamasca e che era il fulcro anche delle lezioni di Pietro Zappa. (testo a cura di S.Chinelli)
